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Il Blog di Gin Castelli


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Il Blog di Gin Castelli
Fermare i propri pensieri sulle pagine di un blog è un nuovo modo per meditare, ritrovare se stessi e i propri spazi. Stai leggendo il mio diario: ritratto semiserio di una donna molto pubblica e poco privata. Istruzioni per destreggiarsi fra mille impegni di lavoro e la famiglia!
venerdì, 27 febbraio 2009
«Amore! Sai cos'ho scoperto oggi?»
«Che cosa?»
«Che mi leggono dalla Cina!»
«Ma va? Sei già così famosa?»
«Dai, scemo. Non sto scherzando. Stavo guardando le statistiche. Controllavo la provenienza degli IP e ho scoperto che ci sono alcuni lettori cinesi che traducono le mie pagine in inglese...»
«Inquietante.»
«Perché?»
«Quelli copiano tutto. Controlla che non ci sia già una Gin Castelli cinese...»
«Eh?»
«Una basta e avanza.»
« ... »

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venerdì, 27 febbraio 2009
Ok, è chiaro che in questo blog mi occupo di tutto ciò che riguarda l'immagine e non di cucina, ma ieri sera mentre facevo zapping in rete ad un certo punto ho aperto la homepage di "Il cavoletto di Bruxelles" cucina con fotografia e davanti ai miei occhi si è materializzato ogni bendiddio. Sarà stata l'ora, sarà anche stata la gola, ma mi sono fermata volentieri a leggere. Quando poi ho scoperto che tratta dal dolce al salato, dalla cucina tradizionale italiana a quella anglo-sassone e c'è anche qualche pdf da scaricare... bè, mi son detta, perché non segnalarlo ai miei affezionati lettori?

Visita il sito.

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giovedì, 26 febbraio 2009
Gli abiti sono una parte visiva della nostra personalità e del nostro status lavorativo e sociale. Un vero e proprio investimento per l'immagine. E non soltanto in termini economici. Per farvi un esempio, potremmo paragonare il guardaroba al “magazzino merci” di un commerciante. Le merci sono un “capitale”, denaro che non può restare fermo a deteriorarsi. Va' quindi mantenuto in ordine e pianificato con metodo e organizzazione.

Avete mai pensato a quanto può “valere” il vostro guardaroba? Sarebbe sufficiente conservare tutti gli scontrini d'acquisto degli ultimi due o tre anni. Io l'ho fatto tanto tempo fa, quando mi stavo specializzando sulla comunicazione d'immagine. Roba che mi venga un infarto. Da allora sono molto, molto più oculata nello shopping, soprattutto quando lavoro per gli altri. Ah, se penso a quanti soldi ho buttato facendo acquisti d'impulso - noi donne siamo così... lasciandomi influenzare dalla moda che proponeva quel determinato colore - che una volta rientrata a casa non riuscivo ad abbinare con niente... e scegliendo capi che mi piacevano ma che non mi valorizzavano - e che poi non avrei indossato. Per fortuna è acqua passata. Adesso capita esattamente il contrario: faccio acquisti sempre “ragionati e pianificati”. E voi? Siete consumatori consapevoli o d'impulso? Vi tuffate nella varietà dei colori oppure siete monotematici e aderite al totalblack? 

Quante volte è capitato di aprire l'armadio, guardare tutti quei vestiti con aria smarrita, e richiudere dopo un'ora pensando: “non ho niente da mettermi”? Eppure l'armadio è pieno fino a scoppiare! Allora cosa c'è che non va? Il problema è tutto lì: nella pianificazione. Ma per poter pianificare un guardaroba bisogna imparare a gestirne la manutenzione ordinaria, ovvero, il famigerato cambio di stagione. Vi sentite male al solo pensiero di metter mano in tutto quel caos? Niente paura. Seguite i miei consigli e armatevi di molta, molta pazienza.


L'analisi del guardaroba


Il periodo è perfetto. La primavera è alle porte; è giunto quindi il momento di tirare fuori dall'armadio i capi invernali e, prima di riporli, fare un piccolo inventario sulla situazione. Prendetevi tutto il tempo che occorre, ma tenete presente che la “prima volta” è sempre la più difficile. Innanzitutto, vi suggerisco di creare una piccola tabella in word, tipo questa (ne serviranno quattro, una per ogni stagione) dove indicherete: nella prima colonna, voce per voce, tutti i generi di:

- capi spalla
- completi
- giacche
- pantaloni
- gonne
- vestiti
- camicie
- maglie
- gilet

Vi siete già persi? Non sapete cosa sono i capi spalla? Sono quelli che vestono le spalle e che stanno sopra tutto, cioè giacconi, cappotti, piumini, pellicce, soprabiti, impermeabili, trench, ecc. Nella seconda colonna descriverete il tipo di capo - ad esempio, cappotto di lana pesante - e come si presenta: in buono stato, “datato”, da portare in pulitura, taglia piccola, ecc. Nella terza colonna indicherete il colore, nella quarta lo stile: elegante, sportivo, casual, ecc., e nella quinta la quantità. L'ultima colonna lasciatela libera per le considerazioni finali.

Pronti? Ok. Si parte. Iniziamo ad analizzare quello che c'è. Aprite le ante e tirate fuori un capo alla volta, iniziando da quelli più pesanti e che siete sicuri non indosserete più. Osservateli con cura perché questo è il momento per suddividerli in quattro gruppi distinti:

- abbigliamento da "lavoro"
- per il tempo libero
- per il giorno
- per la sera e/o le occasioni importanti (cerimonie, eventi formali, mondani, ecc.)

Adesso disponetevi davanti a uno specchio a figura intera (fatelo di giorno perché la luce è migliore) e indossate un capo uno alla volta analizzandolo con calma. Come vi sentite dentro a quel cappotto? Goffe? Infagottate? Forse il “taglio” è fuori moda, oppure non vi “vedete” più con quelle linee. La gonna è diventata stretta? Con il tempo il corpo di modifica... magari avete messo su qualche chilo di troppo. Meglio metterla da parte... Il colore di quella giacca non vi dona? E' stato un acquisto errato? Allora via! E questo paio di pantaloni? Da quanto tempo è fermo nell'armadio? Decisamente troppo: è ora di disfarsene. Quando si fanno queste “analisi” è bene ricordare che tutto ciò che è diventato piccolo difficilmente verrà riutilizzato (soprattutto se “quella taglia” è un ricordo di gioventù); i capi passati di moda, se non possono essere rimodernati vanno eliminati, così come quelli rovinati, strappati o scoloriti irrimediabilmente. In linea di massima - ma poi ognuno di voi troverà il suo metodo - io codifico l'esito dei capi in questo modo:

B - buttare direttamente nella spazzatura
C - riporre in cantina: taglie piccole o grandi da conservare (della serie non si sa mai) o doppioni che al momento non servono
M - da sottoporre a manutenzione: bottoni che mancano, cerniere da sostituire, orli da riprendere, ecc.
P - portare in pulitura per una rinfrescata
O - ottimo, ok. Il capo sta bene, il taglio valorizza la figura, il colore è giusto e facilmente abbinabile
V - pezzi “vintage” che potete reinterpretare facendoli diventare capi “unici”

Ricordate la colonna della tabella dedicata alle considerazioni finali? Bene. Le lettere vanno riportate lì. Serviranno a tenere sempre sottocchio la situazione del vostro guardaroba. Perché per portare a termine un cambio di stagione ci vuole tempo. Non illudetevi di finire tutto in una giornata! A gettare si sta poco, è vero, ma tutto il resto richiede almeno una settimana di lavoro. Soprattutto se non siete pratici e avete poco tempo da dedicarvi. Iniziate facendo tre pile con B, C, P e M: da buttare, da sistemare in cantina e da mandare in pulitura. Mettete dentro ai sacchi tutto ciò che volete eliminare (vanno benissimo quelli grandi da condominio); poi sarà la volta dello "stoccaggio" in cantina. Munitevi di scatoloni o di sacchi per la biancheria tipo "sottovuoto" che occupano meno spazio e prima di riporli attaccate un'etichetta con la descrizione del contenuto. Fra qualche mese potreste aver bisogno di rintracciare proprio la camicetta che sta lì... Preparate poi i capi da portare in pulitura e quelli che hanno bisogno di manutenzione. Capita sempre più spesso, infatti, che le puliture facciano anche piccoli lavori di sartoria. Nel frattempo potrete dedicarvi ai capi di abbigliamento che restano e cioè quelli che amate, che indossate spesso e nei quali vi sentite a vostro agio e ovviamente a quelli "vintage" che avrete deciso di tenere.

Penso di avervi dato materiale sufficiente sul quale iniziare a lavorare, quindi per oggi mi fermo qui.

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