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Il Blog di Gin Castelli
Fermare i propri pensieri sulle pagine di un blog è un nuovo modo per meditare, ritrovare se stessi e i propri spazi. Stai leggendo il mio diario: ritratto semiserio di una donna molto pubblica e poco privata. Istruzioni per destreggiarsi fra mille impegni di lavoro e la famiglia!
lunedì, 11 maggio 2009

Uscire dal nero dell'inverno si può. Anzi, si deve. In primavera ci sono  molti colori da osare. Se volete rimanere su tinte neutre di base sia per quanto riguarda il guardaroba dell'uomo che per quello della donna potete provare il classico blu - ad esempio nella tinta navy che snellisce, dona a tutte le carnagioni e non invecchia come il nero - e il grigio (in tutte le gradazioni) entrambi indispensabili nelle occasioni formali.

In alternativa ci sono le diverse tonalità calde e fredde del marrone - tinta adatta al giorno e abbastanza sportiva, soprattutto per quanto riguarda l'abbigliamento uomo - le gradazioni del beige, dal chiaro sabbia fino al tortora (o fango, come volete chiamarlo), oppure il verde polveroso, nelle tinte caki o militare. Ma vediamo come si possono abbinare questi colori.

Abbinamenti per l'uomo

abito blu - di giorno con accessori marroni (scarpe e cintura)
colore camicia: tono su tono, bianco, azzurro, borgogna, lavanda, rosa in tutte le sfumature, verde pastello

abito blu scuro - di sera con accessori rigorosamente neri
colore camicia: bianco per tutte le occasioni formali

abito grigio (o Principe di Galles grigio) - di giorno con accessori marroni oppure bordeaux molto scuro
colore camicia: tono su tono, bianco, azzurro in tutte le gradazioni, così come anche a righe sottili, rosa

abito grigio scuro (antracite, fumo di Londra) - di sera con accessori neri
colore camicia: bianco per tutte le occasioni formali

abito marrone - (non adatto alle occasioni formali) di giorno e di sera con accessori marrone scuro
colore camicia: bianco, beige, azzurro in tutte le tonalità, rosa

abito beige - (non adatto alle occasioni formali) di giorno e di sera con accessori marroni, testa di moro, coloniale, nero
colore camicia: azzurro, rosa, avorio, tortora, bordeaux, nero, antracite

Nota bene: il colore del calzino - sempre rigorosamente lungo e mai corto - va' sempre abbinato al colore della scarpa o del pantolone. Per quanto riguarda la cravatta, invece, non sbaglierete scegliendo una fantasia che richiama il colore della camicia, della giacca o dell'abito.


Abbinamenti per la donna

tailleur blu, pantalone o gonna - di giorno con accessori blu, bicolore bianco-blu, marroni, ma volendo osare anche rosso scuro o bordeaux
colore abbinato: tono su tono, bianco, tutti i colori pastello così come tutti i colori brillanti, rosso, bordeaux, borgogna, lavanda, fucsia, verde mela e giallo ocra

tailleur grigio, pantalone o gonna - di giorno con accessori neri, marroni, bordeaux; di sera solo nero!
colore abbinato: tono su tono, tutti i colori pastello così come tutti i colori brillanti, bianco e rosso - anche per le occasioni formali - turchese, fucsia

tailleur marrone, pantalone o gonna - (non adatto alle occasioni formali) con accessori marroni, coloniale
colore abbinato: bianco, beige, avorio, azzurro e rosa (in tutte le tonalità), giallo, arancio, geranio

tailleur beige, pantalone o gonna - (non adatto alle occasioni formali) con accessori marrone, testa di moro, neri, coloniale, grigio antracite
colore abbinato: tono su tono, bianco, rosa, salmone, rosso, fucsia, lavanda, giallo (in tutte le gradazioni), blu, azzurro, turchese, marrone e verde (in tutte le gradazioni, sia brillanti che polverose)

tailleur verde caki o militare, gonna o pantalone - (non adatto alle occasioni formali) di giorno con accessori tinta coloniale, cognac, marrone
colore abbinato: tono su tono, bianco, beige, verde acido, giallo ocra, salmone, rosa chiaro


Nota bene: alcuni di questi abbinamenti di colore dipendono molto dal colore (caldo o freddo), dal gusto personale, ma soprattutto dai vostri colori di occhi, carnagione e capelli.

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giovedì, 23 aprile 2009
V270149_072Una delle difficoltà maggiori che viene alla luce durante l'analisi del guardaroba è quella di riuscire a buttare gli abiti sbagliati, che rovinano irrimediabilmente l'immagine. Nonostante sia diversi anni che mi occupo di questo argomento faccio ancora fatica a comprendere come un imprenditore, un medico, architetto o avvocato che sia, o più genericamente una persona che lavora e occupa posizioni pubbliche e di rilievo, possa trascurare la propria immagine al punto di apparire sciatta e trasandata. Com'è possibile che una persona attenta alla sua professione o alla sua azienda possa curarsi così poco dell'impatto visivo che trasmette ai suoi clienti?

Non potrò mai dimenticare l'imprenditore con la giacca di tweed bucherellata da bruciature di sigaretta; la consulente iperfemminile e "tiratissima" con le calze perennemente smagliate che, quando glielo facevo notare, affermava di non essersene accorta - mentiva spudoratamente anche quando le consigliavo di tenere un paio di calze nell'auto che, guarda caso, aveva appena cambiato! - o ancora l'avvocato con le scarpe così logore che la suola si apriva sulla punta. E perché non parlare di quella collega presentatrice che colta alla sprovvista da un guasto alla lampo, invece di chiamare la costumista, ha preso la cucitrice e ha dato un punto rovinando un paio di pantaloni in seta di Armani? Ridete? E' vita vera. Conosco donne che lavorano nello spettacolo che pur di farsi regalare le calzature dallo sponsor indossano anche numeri più grandi e li tengono fermi con l'elastico color carne. Giuro! Mentre gli orli scuciti, così come le tasche o i bottoni mancanti sono all'ordine del giorno.

Fatevi aiutare da persone di fiducia che vi osservano quotidianamente e chiedete loro cosa notano di strano nella vostra immagine. Le giacche cadono perfette oppure tirano perché sono troppo strette? Sono logore dall'uso oppure hanno un taglio sartoriale "datato"? Hanno toppe che nascondono logorii da scrivania o tessuti macchiati? Via, buttare senza pietà.

Le camicie che indossate si abbottonano a fatica? O si sono ristrette con il lavaggio oppure vi siete allargati voi! In ogni caso, a meno che non abbiate intenzione di riacquistare la linea perduta - nel l'eventualità mette da parte - buttate via. In generale, tutti gli abiti o capi spalla che danno l'impressione che ci siate cresciuti dentro sono da eliminare. Se volete comunicare professionalità meglio evitare tutto ciò che è esageratamente stretto o esageratamente largo - tipo maglioni sformati - via anche tutte le maglie scolorite sotto le ascelle, infeltrite o piene di "pallini" che denunciano scarsa qualità. Dicono brutte cose di voi. Via. Buttare!

Attenzione anche alle calzature! Conosco persone che durante la loro vita non hanno mai pulito le scarpe: semplicemente le buttavano e ne compravano altre. A parte l'enorme spreco di denaro - la qualità si paga - è un vero delitto non curarsi delle proprie scarpe. Immaginate quei poveri piedi che stanno lì dentro, chiusi, per ore e ore... Il piede emana umidità che viene assorbita e accumulata dalla scarpa. È importante quindi fargli prendere aria dopo l'uso. Per evitare pieghe nella pelle usate un tendiscarpe adatto che le terrà sempre in forma. Se sono bagnate non cercate di asciugarle  mettendole vicino ai termosifoni; la pelle si secca in fretta, diventa dura e si screpola. Passatele prima con un panno, per asciugarle, e poi capovolgetele. Quando saranno asciutte imbottite l'interno con la carta di giornale. Scegliete sempre prodotti giusti per la cura delle vostre calzature - creme, spray, attrezzatura - e usateli al bisogno o comunque almeno una volta alla settimana. Le vostre scarpe dureranno più a lungo e voi otterrete un'immagine più curata.

Lo stesso discorso vale per gli altri accessori in pelle come cinture e borse. Vanno mantenuti in perfetta forma. Le cinture corte o rovinate dall'usura devono lasciare il posto a quelle nuove, senza paura! Così come quelle che non si abbinano facilmente al vostro guardaroba. A che serve tenerle? Fanno solo polvere. Le borsette seguono le stagioni - o almeno dovrebbero - quindi vanno pulite con un panno morbido, se sono in pelle vanno ammorbidite con una crema neutra e poi riposte nell'armadio avendo cura di imbottirle con carta di giornale per non fargli perdere la forma. Ad ogni modo se vi sentite poco preparati basterà chiedere consiglio al negoziante o a un bravo calzolaio.

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giovedì, 26 febbraio 2009
Gli abiti sono una parte visiva della nostra personalità e del nostro status lavorativo e sociale. Un vero e proprio investimento per l'immagine. E non soltanto in termini economici. Per farvi un esempio, potremmo paragonare il guardaroba al “magazzino merci” di un commerciante. Le merci sono un “capitale”, denaro che non può restare fermo a deteriorarsi. Va' quindi mantenuto in ordine e pianificato con metodo e organizzazione.

Avete mai pensato a quanto può “valere” il vostro guardaroba? Sarebbe sufficiente conservare tutti gli scontrini d'acquisto degli ultimi due o tre anni. Io l'ho fatto tanto tempo fa, quando mi stavo specializzando sulla comunicazione d'immagine. Roba che mi venga un infarto. Da allora sono molto, molto più oculata nello shopping, soprattutto quando lavoro per gli altri. Ah, se penso a quanti soldi ho buttato facendo acquisti d'impulso - noi donne siamo così... lasciandomi influenzare dalla moda che proponeva quel determinato colore - che una volta rientrata a casa non riuscivo ad abbinare con niente... e scegliendo capi che mi piacevano ma che non mi valorizzavano - e che poi non avrei indossato. Per fortuna è acqua passata. Adesso capita esattamente il contrario: faccio acquisti sempre “ragionati e pianificati”. E voi? Siete consumatori consapevoli o d'impulso? Vi tuffate nella varietà dei colori oppure siete monotematici e aderite al totalblack? 

Quante volte è capitato di aprire l'armadio, guardare tutti quei vestiti con aria smarrita, e richiudere dopo un'ora pensando: “non ho niente da mettermi”? Eppure l'armadio è pieno fino a scoppiare! Allora cosa c'è che non va? Il problema è tutto lì: nella pianificazione. Ma per poter pianificare un guardaroba bisogna imparare a gestirne la manutenzione ordinaria, ovvero, il famigerato cambio di stagione. Vi sentite male al solo pensiero di metter mano in tutto quel caos? Niente paura. Seguite i miei consigli e armatevi di molta, molta pazienza.


L'analisi del guardaroba


Il periodo è perfetto. La primavera è alle porte; è giunto quindi il momento di tirare fuori dall'armadio i capi invernali e, prima di riporli, fare un piccolo inventario sulla situazione. Prendetevi tutto il tempo che occorre, ma tenete presente che la “prima volta” è sempre la più difficile. Innanzitutto, vi suggerisco di creare una piccola tabella in word, tipo questa (ne serviranno quattro, una per ogni stagione) dove indicherete: nella prima colonna, voce per voce, tutti i generi di:

- capi spalla
- completi
- giacche
- pantaloni
- gonne
- vestiti
- camicie
- maglie
- gilet

Vi siete già persi? Non sapete cosa sono i capi spalla? Sono quelli che vestono le spalle e che stanno sopra tutto, cioè giacconi, cappotti, piumini, pellicce, soprabiti, impermeabili, trench, ecc. Nella seconda colonna descriverete il tipo di capo - ad esempio, cappotto di lana pesante - e come si presenta: in buono stato, “datato”, da portare in pulitura, taglia piccola, ecc. Nella terza colonna indicherete il colore, nella quarta lo stile: elegante, sportivo, casual, ecc., e nella quinta la quantità. L'ultima colonna lasciatela libera per le considerazioni finali.

Pronti? Ok. Si parte. Iniziamo ad analizzare quello che c'è. Aprite le ante e tirate fuori un capo alla volta, iniziando da quelli più pesanti e che siete sicuri non indosserete più. Osservateli con cura perché questo è il momento per suddividerli in quattro gruppi distinti:

- abbigliamento da "lavoro"
- per il tempo libero
- per il giorno
- per la sera e/o le occasioni importanti (cerimonie, eventi formali, mondani, ecc.)

Adesso disponetevi davanti a uno specchio a figura intera (fatelo di giorno perché la luce è migliore) e indossate un capo uno alla volta analizzandolo con calma. Come vi sentite dentro a quel cappotto? Goffe? Infagottate? Forse il “taglio” è fuori moda, oppure non vi “vedete” più con quelle linee. La gonna è diventata stretta? Con il tempo il corpo di modifica... magari avete messo su qualche chilo di troppo. Meglio metterla da parte... Il colore di quella giacca non vi dona? E' stato un acquisto errato? Allora via! E questo paio di pantaloni? Da quanto tempo è fermo nell'armadio? Decisamente troppo: è ora di disfarsene. Quando si fanno queste “analisi” è bene ricordare che tutto ciò che è diventato piccolo difficilmente verrà riutilizzato (soprattutto se “quella taglia” è un ricordo di gioventù); i capi passati di moda, se non possono essere rimodernati vanno eliminati, così come quelli rovinati, strappati o scoloriti irrimediabilmente. In linea di massima - ma poi ognuno di voi troverà il suo metodo - io codifico l'esito dei capi in questo modo:

B - buttare direttamente nella spazzatura
C - riporre in cantina: taglie piccole o grandi da conservare (della serie non si sa mai) o doppioni che al momento non servono
M - da sottoporre a manutenzione: bottoni che mancano, cerniere da sostituire, orli da riprendere, ecc.
P - portare in pulitura per una rinfrescata
O - ottimo, ok. Il capo sta bene, il taglio valorizza la figura, il colore è giusto e facilmente abbinabile
V - pezzi “vintage” che potete reinterpretare facendoli diventare capi “unici”

Ricordate la colonna della tabella dedicata alle considerazioni finali? Bene. Le lettere vanno riportate lì. Serviranno a tenere sempre sottocchio la situazione del vostro guardaroba. Perché per portare a termine un cambio di stagione ci vuole tempo. Non illudetevi di finire tutto in una giornata! A gettare si sta poco, è vero, ma tutto il resto richiede almeno una settimana di lavoro. Soprattutto se non siete pratici e avete poco tempo da dedicarvi. Iniziate facendo tre pile con B, C, P e M: da buttare, da sistemare in cantina e da mandare in pulitura. Mettete dentro ai sacchi tutto ciò che volete eliminare (vanno benissimo quelli grandi da condominio); poi sarà la volta dello "stoccaggio" in cantina. Munitevi di scatoloni o di sacchi per la biancheria tipo "sottovuoto" che occupano meno spazio e prima di riporli attaccate un'etichetta con la descrizione del contenuto. Fra qualche mese potreste aver bisogno di rintracciare proprio la camicetta che sta lì... Preparate poi i capi da portare in pulitura e quelli che hanno bisogno di manutenzione. Capita sempre più spesso, infatti, che le puliture facciano anche piccoli lavori di sartoria. Nel frattempo potrete dedicarvi ai capi di abbigliamento che restano e cioè quelli che amate, che indossate spesso e nei quali vi sentite a vostro agio e ovviamente a quelli "vintage" che avrete deciso di tenere.

Penso di avervi dato materiale sufficiente sul quale iniziare a lavorare, quindi per oggi mi fermo qui.

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