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Il Blog di Gin Castelli
Fermare i propri pensieri sulle pagine di un blog è un nuovo modo per meditare, ritrovare se stessi e i propri spazi. Stai leggendo il mio diario: ritratto semiserio di una donna molto pubblica e poco privata. Istruzioni per destreggiarsi fra mille impegni di lavoro e la famiglia!
lunedì, 17 novembre 2008
Ilaria ha dato un contributo al mio post sull'anoressia creando una petizione online "Fermiamo Pro Ana". Firmate anche voi a sostegno di questa campagna! Vai alla petizione.

Permalink | Leggi i commenti (3) | Una parte di me: campagne | Aggiungi i tuoi commenti (3)

venerdì, 14 novembre 2008
noana2Usano la rete per diffondere Ana, ovvero l'anoressia, come una scelta di vita. E' sufficiente digitare su Google "siti pro ana" e magicamente compariranno blog che fomentano la crescita di questo filone di morte. E' possibile restare indifferenti a tutto ciò? Io non posso. Ho visto i danni dell'anoressia da vicino. Troppo vicino. Il ricordo di Mimma ancora mi sconvolge.

Mimma è una ragazzina di 12 anni, un fiore non ancora sbocciato ma che promette di diventare presto una splendida rosa. E' alta per la sua età, supera il metro e settanta. Il fisico è snello e ancora acerbo; i seni solo abbozzati. "Voglio fare la modella. Credi possa farcela?" I suoi occhi grandi e profondi mi guardano con interesse. "Sei molto giovane, è presto per dirlo" le rispondo. "E' vero, però posso imparare e quando avrò l'età giusta sarò pronta per Milano, la capitale della moda" la sua voce è infantile, ma la sua testa ragiona da grande. "Ok. Possiamo provare. Torna con tua madre che voglio sentire il suo parere" così è cominciata. Pochi giorni più tardi Mimma frequenta il corso di portamento alla scuola per modelle dove insegno. Capisco subito che ha i numeri per farcela e quando mesi più tardi la vedo muoversi davanti all'obbiettivo della macchina fotografica, disinvolta e "spontanea", mi tremano le gambe per l'emozione. Mi rendo conto che non sarà facile proteggerla dai "volponi" che bazzicano il mondo della moda e sfruttano a loro favore l'ingenuità e l'inesperienza di queste ragazzine. Ma io non sono sua madre, non sono suo padre; sono solo colei che la forma e poi la lascerà andare.

Sono trascorsi tre anni. Sto spingendo il carrello della spesa quando mi sento chiamare alle spalle. Mi volto e una donna mi viene incontro. "Signora Gin, si ricorda di me? Sono la mamma di Mimma" ha il volto magro, scavato. La guardo mettendo a fuoco i ricordi "Ma certo! La mamma di Mimma. Come sta? Come sta Mimma?" l'abbraccio, felice di rivederla. Lei mi guarda con gli occhi tristi "Se sapesse... Mimma è qui con me, fra poco arriva, è andata a cercare i biscotti. Ma non prenda paura... è molto cambiata" abbassa la voce guardandosi intorno. Io resto appesa a quelle parole senza capire. "Ha sempre quel numero di cellulare? Posso chiamarla?" "No, l'ho cambiato" e mentre allungo il mio biglietto da visita la vedo. E' un attimo. Il sangue mi si gela nelle vene. Mimma, il mio bocciolo di rosa è ormai un ramo rinsecchito, grigio, senza vita. Avanza con lentezza trascinando i piedi. E' uno scheletro che cammina: "Buongiorno" mi dice in un soffio, il suo sorriso è appena accennato. "Mimma, che piacere rivederti. Come stai?" ho lo stomaco chiuso e nella testa niente da dire di sensato "Studi ancora danza classica?" "No, ho smesso". "E la scuola? Ti sei iscritta al linguistico come volevi?" Interviene la madre che la prende per mano: "Mimma è stata poco bene e ha perso un anno di scuola, ma adesso sta meglio e cercherà di recuperare, vero tesoro? Andiamo adesso che facciamo tardi". Mi stringe la mano frettolosa "E' stato un piacere rivederla" e senza lasciarmi replicare se la trascina via.

E' sera quando squilla il telefono. La riconosco subito: è la madre di Mimma. Mi chiede di ascoltarla. Con voce rotta dal pianto mi racconta della malattia della figlia, dell'anoressia che la sta devastando, della separazione dal marito che ha lasciato entrambe sconvolte. Due donne sole, annientate dal dolore. Ognuna ha reagito a modo suo. Mimma ha smesso di mangiare. L'hanno ricoverata in ospedale e alimentata a forza, ma manca la volontà, la voglia di sopravvivere. Perché è successo a lei, perché Mimma si è ridotta così? Le sue domande sono grida di sofferenza alle quali non ho risposte. Posso solo ascoltare, comprendere, condividere. Sei mesi dopo il cuore di Mimma ha smesso di battere e dentro me qualcosa si è rotto. Era il 14 novembre 2007.


nonoAOgnuno di noi può fare qualcosa per aiutare le ragazzine come Mimma. La mia lotta quotidiana è insegnare alle donne ad amare loro stesse e il loro corpo, rispettandolo così com'è con i difetti e i chili di troppo. Ogni giorno porto avanti la mia battaglia lottando contro l'Anoressia. Se hai un blog e la pensi come me esponi uno di questi banner e aiutami a diffondere la "lotta contro ANA".


Per approfondire il tema sui disturbi alimentari vi consiglio di visitare il sito dell'associazione "Mi fido di Te" nel quale troverete molto materiale utile; se invece cercate una struttura sanitaria di cura e accoglienza c'è il CDA centro comportamento disturbi alimentari Palazzo Francisci di Todi, che fa capo alla ASL 2 Umbria.

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