Mi scrive Justlikethesun - finalmente, aggiungo - raccontando del dopo terremoto in Abruzzo.
"Per la prima volta ho internet a disposizione per più di un minuto e quindi passo a salutarti. Non so quando potrò farlo di nuovo. Il 24 Aprile ho discusso la mia tesi di dottorato. Siamo andati a Teramo perché ovviamente la facoltà di Ingegneria non è solo inagibile, ma sotto sequestro.
L'Aquila non esiste più. Ci sono andata ieri per rincontrare colleghi ed amici. E' una città dove sembra perennemente domenica, niente traffico, le persone girovagano senza meta, e non per riposarsi, ma perché non sanno come riorganizzarsi la giornata e dare una parvenza di normalità alla propria vita. L'Aquila è una città di seconde case, di studenti alloggiati nei garage, di affitti in nero. Però non si parla di requisizione di abitazioni vuote, né di indagini fiscali o tributarie per sapere chi ha quante case e cosa se ne può fare.
Le decisioni, anche politiche, vanno molto a rilento. C'è la ressa ai capannoni dismessi per fare spazio agli enti. Intanto però la Telecom si riprende la Res Romoli, che funge ora da polo per il coordinamento delle attività di verifica dell'agibilità di edifici civili. Sarebbe potuta servire ad alloggiare molti studenti e far finire l'anno accademico almeno a tutta ingegneria. Il potere delle lobbies non si ferma davanti a nulla.
Nonostante tutto però quando guardi le persone che conoscevi, anche quelle che forse non stimavi, e le vedi vive, anche scherzose, nei limiti di quanto si può, allora comprendi che ciò che è stato non sarà mai più.
Capisci che se molto è stato tolto, molto sarà restituito a chi sa amare e cooperare. Non parlo di beneficenza spicciola, quella, tristemente, lascia il tempo che trova pur essendo imprescindibile. Parlo d'AMORE. Solo questo voglio dire: il terremoto si manifesta in tante forme, non lasciate che qualcosa spazzi via i vostri affetti o la vostra vita senza che voi li abbiate davvero vissuti".
Just like the sun